Autunno 2015

#ValTidonetour organizzato da Podere Casale: prima parte
28
ott

Blog Tour in Val Tidone

Sabato 24 ottobre 2015

Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2015 si è svolto il blog tour in Val Tidone denominato #ValTidonetour d’autunno ed organizzato da Podere Casale.

Hanno partecipato i blogger di Imola Monica Liverani e Serena Bedetti del travel blog Idee di tutto un po’ e i blogger di Pinerolo Anna Maria Bonansea e Bartolo Forneris del blog Viaggi e Delizie.

Il programma della due giorni è stato intenso e ricco di appuntamenti enogastronomici con degustazioni in cantina e visite culturali a ville e castelli, intervallati da pantagruelici intermezzi culinari presso alcune tra le migliori trattorie della Val Tidone. Il tutto raccontato anche attraverso un’adrenalinica diretta sui principali social media.

 

Azienda Agricola Podere Casale

Base logistica e punto di partenza del tour l’agriturismo e cantina vitivinicola Podere Casale.

Dopo aver accolto i blogger nei confortevoli alloggi dell’agriturismo, è iniziata la giornata con una visita ai vigneti dell’azienda e all’antico palazzo dei Malvicini Fontana, culminata con una degustazione dei vini prodotti da Podere Casale accompagnati dai migliori salumi piacentini: coppa, pancetta e salame.

Il Palazzo dei Malvicini Fontana oggi sede di Podere Casale

Il Palazzo dei Malvicini Fontana oggi sede di Podere Casale

Due i vini proposti in degustazione: l’Ortrugo frizzante 2014 e il Gutturnio Superiore 2013, entrambi apprezzati dai presenti. Il primo ha convinto per freschezza e bevibilità, il secondo per la sua struttura e complessità.

 

Antica Trattoria del Tempio

Il piacevole momento conviviale è proseguito ancora seduti attorno ad un tavolo, nella adiacente Antica Trattoria del Tempio.

Questo locale storico risalente alla seconda metà dell’ottocento è oggi gestito da Katia e Moreno due giovani e preparati professionisti formatisi alla scuola alberghiera di Salsomaggiore Terme, lui in cucina e lei in sala.

I primi piatti più gettonati, tutti fatti in casa, sono i tortelli con la ricotta e spinaci conditi con burro e salvia, i Pisarei e fasò, gli anolini in brodo, e una vasta gamma di ravioli dai molteplici ripieni: ai funghi con sugo di burro e speck, al merluzzo con i capperi, al taleggio, alle carote.

Tra i secondi vanno per la maggiore la coppa arrosto, il brasato d’asina, gli arrosti misti, le lumache trifolate o in umido.

Tra i dolci spiccano lo zabaione caldo coi cantucci, la meringa con il gelato ed il cioccolato fuso, le crostate ed i semifreddi.

La scelta dei vini è ampia con una nutrita selezione dei migliori produttori locali.

Ma la vera chicca del locale sono le esibizioni musicali del cuoco Moreno che a fine servizio è solito allietare il dopo pasto dei suoi clienti più affezionati suonando la fisarmonica.

I blogger con Katia e Moreno della Trattoria del Tempio

I blogger con Katia e Moreno della Trattoria del Tempio

Nella stagione estiva si può mangiare all’aperto sotto il bel porticato esterno, per i bambini è disponibile un parco giochi attrezzato e per gli appassionati di liscio c’è anche una pista da ballo.

 

Castello di Agazzano

Terminato il pranzo alla Trattoria del Tempio, il #ValTidonetour è proseguito presso il Castello di Agazzano dove i blogger sono stati accolti ed accompagnati per tutta la visita guidata dai principi Gonzaga in persona, Corrado ed Erica.

I blogger con I principi Corrado ed Erica Gonzaga

I blogger con I principi Corrado ed Erica Gonzaga

Le prime notizie documentali inerenti il maniero di Agazzano risalgono al 1200. Agli inizi dell’epoca signorile la rocca appartenne ad Alberto Scoto una delle figure di maggior rilievo di tutta la storia feudale piacentina.

Alla fine del settecento risale il più recente palazzo signorile costruito a fianco della rocca.

Il Palazzo Signorile

Il Palazzo Signorile

Lo stato di ottima conservazione della rocca e del palazzo fanno di questo castello uno tra i più interessanti di tutta la provincia di Piacenza.

Naturalmente un luogo così antico non poteva non essere avvolto da leggende e storie di fantasmi: se ne contano ben tre!

Il primo e più noto, sul quale sono anche stati scritti dei libri, è il fantasma del conte Pier Maria Scotti detto il Buso, assassinato nel 1521 nei pressi del castello e il cui cadavere, mai ritrovato, fu gettato nel fossato della rocca.

Numerose persone testimoniano di aver udito durante la notte rumori di catene trascinate sul pavimento, oppure di aver percepito misteriose energie spingerli mentre cercavano di salire le scale della rocca, altri ancora asseriscono di aver trovato vetri rotti e levigati, come quelli che si trovano sulle spiagge, dove un attimo prima non vi era nulla.

Il secondo fantasma ad aver lasciato traccia di sé è riconducibile alla nobile Aloisia Gonzaga figlia di Francesco I Gonzaga ed andata sposa nel 1493 a Giovanni Maria Scotti. Proprio ad Aloisia si devono gli interventi di ingentilimento della rocca con l’inserimento di un elegante loggiato secondo il gusto rinascimentale, giardini pensili e stanze di rappresentanza. Diversi testimoni sostengono di averla vista aggirarsi proprio nel loggiato da lei voluto quando era in vita cinquecento anni fa.

Il terzo fantasma ad essersi palesato apparendo con la barba ghiacciata ad un testimone oculare, è quello di Bartolomeo Scotti, suocero di Aloisia, imprigionato nelle segrete della rocca dove morì di freddo.

Non si hanno invece notizie, almeno sino ad oggi, del fantasma di Eleonora Rangoni, murata viva nel castello nel 1525 dal marito Gaspare Scotti, uno dei quattro figli di Aloisia.

La Rocca di Agazzano

La Rocca di Agazzano

Nelle sale del castello sono conservati preziosi affreschi e arredi originali. Dal 1200 ad oggi la proprietà si è tramandata indivisa tra gli eredi delle famiglie Scotti, Anguissola Scotti e Gonzaga unite tra loro da legami famigliari.

Oltre che per le visite guidate, il castello di Agazzano è disponibile per eventi, cerimonie, meeting aziendali oltre che per servizi fotografici nel giardino ottocentesco.

 

Tenuta Pernice

Tappa successiva presso la Tenuta Pernice di Castelnovo Val Tidone.

L’Azienda di proprietà della famiglia Azzali si estende su di una superficie di circa quaranta ettari di vigneto in produzione.

Vigneti alla Tenuta Pernice

Vigneti alla Tenuta Pernice

Il primo nucleo fu acquistato nel 1978 mentre la cantina di vinificazione è stata edificata nel 1980. Per i primi anni il vino viene venduto sfuso all’ingrosso mentre le prime produzioni in bottiglia risalgono al 1990.

Nel 1998 Chiara Azzali affianca la mamma nella conduzione dell’azienda lasciando l’insegnamento di greco e latino nei licei di Milano e Pavia. Dal 2006 ne diviene la titolare ed oggi la cantina produce circa 250.000 bottiglie.

Durante il wine tasting offerto da Chiara nell’ampia ed accogliente sala degustazioni, i blogger hanno assaggiato in successione cinque ottimi vini.

  • Chardonnay frizzante 2014: intenso, floreale e fruttato.
  • Chardonnay brut metodo Martinotti: al naso fruttato con note varietali e lieve sentore di agrumi.
  • Chardonnay metodo classico vendemmia 2010 e sboccatura a novembre 2013: di colore giallo paglierino e dal perlage fine e persistente, al naso sviluppa sentori di nocciola e crosta di pane.
  • Bonarda dolce frizzante: morbido e fruttato
  • Malvasia passito l’Appuntamento: dal profumo intenso di albicocche e miele è al gusto pieno e persistente.

 

Ristorante Casabella

La prima giornata del Val Tidone blog tour si è conclusa, prima di rientrare a Podere Casale per la notte, presso il ristorante Casabella.

Il nome del locale prende origine dalla bella villa ottocentesca che ospita il ristorante e dà il nome anche a tutta la zona.

Il ristorante aperto all’inizio degli anni 2000 è oggi condotto da Alberto Caravaggi e Silvia Maccini che si occupano della selezione dei vini e della sala, mentre a comandare in cucina è la terza socia, la cuoca Carla Gottarelli.

Dal 2015 Casabella è anche pizzeria con il pizzaiolo partenopeo Nicola Topa.

Lo gnocco fritto del Ristorante Casabella

Lo gnocco fritto del Ristorante Casabella

Le specialità di Casabella sono senza dubbio lo gnocco fritto, tra i migliori di tutti i colli piacentini, i pisarei e fasò, i tortelli burro e salvia e le paste fatte in casa in genere. Tra i secondi primeggiano la coppa arrosto con prugne e cipollotti e il cinghiale in umido con polenta.

Una novantina i coperti distribuiti su due livelli cui si affiancano altri 50 posti nel giardino esterno durante la stagione estiva.

 

Per leggere la seconda parte, domenica 25 ottobre 2015, clicca qui.

Forse potrebbero interessarti anche:

5 Responses

Leave a Reply